
Villa Oliveto Castelmuzio
Il progetto
Ci troviamo nel cuore della Toscana, in una delle aree più iconiche della regione: la Val d’Orcia, terra di ampi orizzonti, viali di cipressi e paesaggi naturali straordinari.
La committenza, inizialmente inconsapevole delle potenzialità del luogo, mi ha lasciato grande libertà espressiva, permettendomi di valorizzare al massimo la mia creatività di progettista del verde.
Realizzare un giardino a basso fabbisogno idrico in un contesto dove l’acqua è una risorsa limitata è una necessità, ma anche una grande sfida. I terreni della zona (pesanti, argillosi e tufacei) non consentivano interventi radicali come la rimozione di 30-40 cm di suolo e il successivo riporto di substrato, a causa dei costi elevati.
È stata quindi determinante la collaborazione con un giardiniere esperto, che ha saputo lavorare il terreno in profondità, ripassandolo più volte per migliorarne la struttura, alleggerendolo con sabbia e arricchendolo con una frazione di compost. Creare un substrato idoneo al corretto sviluppo delle comunità vegetali è più della metà dell’opera: anche il progetto più curato perde valore se il terreno non è preparato con attenzione.
Il progetto trae ispirazione dai paesaggi spontanei della Val d’Orcia e dalle vegetazioni pioniere che li popolano. Essendo lo spazio esterno di un boutique hotel dedicato a matrimoni ed eventi, è stato necessario prevedere anche ampie aree a prato, conciliando l’esigenza estetica e funzionale con la filosofia del dry garden.
Un dry garden è un ecosistema autosufficiente, fondato su substrati drenanti e porosi, superfici pacciamate a ghiaia e piante mediterranee resistenti alla siccità e alle condizioni climatiche estreme. In questo caso, pur non potendo creare un dry garden “puro”, si è scelto di ridurre l’irrigazione mediante l’utilizzo di varietà di prato resistenti alla siccità e di automatizzare la manutenzione con l’impiego di robot tagliaerba.
La composizione vegetale è basata su una matrice sempreverde di arbusti mediterranei, come Cistus e Pistacia lentiscus, arricchita da graminacee ornamentali (Stipa, Pennisetum) che conferiscono naturalezza e movimento. Da questa base emergono fioriture delicate e non invadenti, capaci di offrire pennellate di colore dalla primavera all’autunno inoltrato, in un equilibrio continuo tra bellezza e sostenibilità.
La committenza, inizialmente inconsapevole delle potenzialità del luogo, mi ha lasciato grande libertà espressiva, permettendomi di valorizzare al massimo la mia creatività di progettista del verde.
Realizzare un giardino a basso fabbisogno idrico in un contesto dove l’acqua è una risorsa limitata è una necessità, ma anche una grande sfida. I terreni della zona (pesanti, argillosi e tufacei) non consentivano interventi radicali come la rimozione di 30-40 cm di suolo e il successivo riporto di substrato, a causa dei costi elevati.
È stata quindi determinante la collaborazione con un giardiniere esperto, che ha saputo lavorare il terreno in profondità, ripassandolo più volte per migliorarne la struttura, alleggerendolo con sabbia e arricchendolo con una frazione di compost. Creare un substrato idoneo al corretto sviluppo delle comunità vegetali è più della metà dell’opera: anche il progetto più curato perde valore se il terreno non è preparato con attenzione.
Il progetto trae ispirazione dai paesaggi spontanei della Val d’Orcia e dalle vegetazioni pioniere che li popolano. Essendo lo spazio esterno di un boutique hotel dedicato a matrimoni ed eventi, è stato necessario prevedere anche ampie aree a prato, conciliando l’esigenza estetica e funzionale con la filosofia del dry garden.
Un dry garden è un ecosistema autosufficiente, fondato su substrati drenanti e porosi, superfici pacciamate a ghiaia e piante mediterranee resistenti alla siccità e alle condizioni climatiche estreme. In questo caso, pur non potendo creare un dry garden “puro”, si è scelto di ridurre l’irrigazione mediante l’utilizzo di varietà di prato resistenti alla siccità e di automatizzare la manutenzione con l’impiego di robot tagliaerba.
La composizione vegetale è basata su una matrice sempreverde di arbusti mediterranei, come Cistus e Pistacia lentiscus, arricchita da graminacee ornamentali (Stipa, Pennisetum) che conferiscono naturalezza e movimento. Da questa base emergono fioriture delicate e non invadenti, capaci di offrire pennellate di colore dalla primavera all’autunno inoltrato, in un equilibrio continuo tra bellezza e sostenibilità.
Il video
